Regaliamo 173 Samsung GALAXY S4… Ancora in quanti siete a cascarci?

Tag

,

Vi è capitato di notare nella vostra bacheca su Facebook, che diversi vostri contatti hanno pubblicato il seguente link?

3XISaIF
Non si tratta d’altro che dell’ennesima beffa su Facebook. Prima di questa l’ultima che avevo notato era stata quella che garantiva una gift card del valore di 500 €, da spendere nei negozi Zara, a 450 fortunate. La pagina, anzi le pagine che hanno pubblicato questa bufala hanno ottenuto migliaia di mi piace.
Queste pseudo truffe sono molto simili tra loro. L’amministratore offre un prodotto ambito come smartphone, tablet, pc, buoni da spendere in grosse case di moda, etc.. Poi per accedere alle selezioni, grazie alle quali verrà assegnato l’ambito premio, viene generalmente chiesto:

  • di mettere il mi piace sulla pagina;
  • condividere il link della pagina;
  • lasciare un commento sulla pagina, ad esempio ” Grazie, Zara”;
  • e invitare almeno una decina di amici a mettere il mi piace sulla pagina.Per smascherare questi imbroglioni basterebbe un minimo di accortezza. Infatti è sufficiente verificare i seguenti requisiti:

1.  Deve esserci un regolamento legalmente depositato presso il ministero dello sviluppo economico e un link allo stesso. Dunque, se non si fa riferimento al regolamento il concorso è insussistente, in quanto la legge in Italia non permette di fare diversamente.

Cattura

L’immagine è presa dal sito della Kinder, come vedete alla fine c’è un link che rimanda al regolamento completo.

2. non c’è traccia dell’iniziativa sul sito della società che realizza quel determinato prodotto o sulla pagina ufficiale su Fb.

Come vedete bastano solo 5 minuti per vedere se l’iniziativa è veritiera o meno.

Eppure la gente ci casca. Sull’autobus sentivo i ragazzini che parlavano dell’ultima di iniziative mendaci e si chiedevano se fossero vere o meno. Ma la risposta che si davano era generalmente “Mah, intanto proviamo, tanto non cosa nulla“.
E invece non è proprio così! Infatti sono state segnalate anche pagine che, dietro la promessa di premi tecnologici, hanno chiesto semplicemente ai vari creduloni l’esecuzione delle procedure che vi ho descritto sopra ed in più la registrazione su un sito con i dati personali. Il premio guadagnato dagli utenti è stato sicuramente un boccone amaro. Infatti Appena collegati è stato chiesto di fare un sondaggio ma in realtà sono stati attivati servizi a pagamento sul cellulare.
Quello di cui vi ho parlato è sicuramente un caso estremo. In realtà il fine ultimo dei creatori di queste pagine è un altro: cioè vendere le pagine create!
Per chiarirvi la storia e il funzionamento di questa particolare forma di business potete dare una sbirciata a questo sito (tranquilli il vostri computer non imploderà aprendola 😉 ) http://autori.fanpage.it/fare-soldi-facebook/

Nel mio piccolo, anche io ho voluto provare a capire, quanto fosse forte il potere suggestivo scatenato da queste offerte.
Un mio contatto su Fb aveva pubblicato il link inerente al “Concorso dei 173 Samsung”, quindi decido di contattarla tramite una pagina creata ad hoc identica a quella su cui aveva messo il mi piace, tranne che per il numero di like.
Detto questo le invio il seguente messaggio:

“Complimenti. Lei è il 53° vincitore del concorso Vinci 173 Samsung Galaxy S4.
La vincita verrà perfezionata ai sensi dell’art. 45 DPR 89/2013 tramite la pubblicazione della foto qui allegata nel suo diario, scrivendo come commento “Grazie Samsung”
La preghiamo di inoltrarci il suo indirizzo postale. Entro 30 giorni lavorativi, riceverà il suo premio!
Samsung ti premia,
Cordiali saluti”

Per una questione di rispetto della privacy ho censurato la foto.

Per una questione di rispetto della privacy ho censurato la foto.

La vittima, inizialmente risponde al mio messaggio chiedendo se fosse vero.
Alla sua domanda le ho risposto nel seguente modo:

“La nostra agenzia di marketing Vir Agenzia di Comunicazione – Web & Social Media Marketing per le aziende, è stata incaricata da Samsungitalia.s.p.a. per selezionare una fascia di clientela tipo in modo da promuovere i prodotti Samsung più risalenti. Per perfezionare il tutto deve pubblicare la foto e scrivere come commento
“Grazie Samsung”.
Ad ogni modo Lei non ha alcun vincolo e può rinunciare al prodotto omaggiatoLe, che verrà assegnato ad altro candidato. In caso contrario Le ricordo che deve pubblicare la foto che le abbiamo inviato sul suo diario facebook in quanto è così che viene realizzato il fine promozionale che stiamo promuovendo per samsungitalia.s.p.a.!”.

Di fronte alla minaccia di perdere il millantato premio, la vittima designata mi invia subito i dati richiesti e compie tutte le operazioni richieste.
L’immagine scatena su fb un plebiscito. E la foto riceve decine di like e richieste di chiarimenti sul concorso, in poche parole su come partecipare. Vivendo in un piccolo paese diversi amici comuni mi hanno chiesto, nelle sere successive, se fosse vero che X avesse vinto il telefono.

Questa marachella mi ha fatto comprendere come il nostro essere sempre alla ricerca di beni di ultimo grido, nel contesto di una crisi che ci impedisce materialmente di poter essere sempre alla moda o con gli ultimi ritrovati tecnologici, ci renda prede facili di queste truffe.

Detto questo, mi raccomando, se notate un concorso a premi verificate sempre l’esistenza di un regolamento, e la comunicazione dell'”offerta” anche sul sito ufficiale del prodotto.

Il cammino di Santiago, Paulo Coelho.

Monti Rossi- Nicolosi (CT)

Monti Rossi- Nicolosi (CT)

Quando si va verso un obiettivo, è molto importante prestare attenzione al cammino.
E’ il cammino che ci insegna sempre la maniera migliore di arrivare, ci arricchisce mentre lo percorriamo, bisogna saper trarre da quello che siamo abituati a guardare tutti i giorni i segreti, che a causa della routine, non riusciamo a vedere.

Il cammino di Santiago, Paulo Coelho.

Le “quattro foto” che sono costate 13 anni e 8 mesi a Corona

C’è un argomento che periodicamente sento sull’autobus. Una questione che viene evocata ogni qual volta si parla di mala giustizia. Mi riferisco al caso Fabrizio Corona! Inutile fare un introduzione che chiarisca chi sia il soggetto in questione. I media gli danno già abbondante spazio.Per questo mi limiterò a inserire una foto ed un’estratto di una sua intervista:

fabrizio-coronaUna parte buona di me c’è. Il problema è che non lo faccio vedere perchè rappresenta il mio punto debole e siccome tutte le mattine quando mi sveglio, come insegno ai miei ragazzi, non vado a lavorare ma vado in guerra a combattere per portare a casa la giornata, e quando dico la giornata non parlo di portare a casa i soldi per vivere ma di portare a casa i soldi, quelli che permetterebbero di vivere a tantissime persone ma io sono fatto così. Non posso far vedere il mio punto debole. Lo faccio vedere solo alle persone che contano per me che mi possono capire”.

Che dire? Ci troviamo di fronte al tipico stereotipo del bello e dannato: il ragazzo forte e rude che deve piacere alle donne, un uomo che non piange nemmeno di fronte alla condanna del giudice. Ma non solo. Il suo ascendente mediatico è stato così ben studiato da creare proseliti tra i giovani e i meno giovani. Emblematico è quello che scrive Celentano nel suo blog a difesa del fotografo: ” Certo, lui ha sbagliato come ognuno di noi, chi più e chi meno sbaglia, probabilmente anche a Lei sarà capitato. Quando si è giovani è facile farsi prendere dalla voglia di arrivismo, anch’io ne sono stato più volte sfiorato, e quando accade si sbaglia SEMPRE. E forse è proprio perché anch’io devo aver sbagliato che Le chiedo, solo per pochi attimi, di calarsi nella sofferenza di chi sta pagando anche con la salute un prezzo spropositato rispetto agli errori commessi“.Le mamme lo vedono come il figlio che che si è cacciato nei guai e che aspetta solo una chance per il riscatto. Il riscatto da cosa? Tutti sanno che Fabrizio Corona ha scattato delle foto a vari personaggi noti, uno tra tutti Trezeguet. Queste foto ritraevano detti soggetti in situazioni, che se traslate nel circuito mediatico, avrebbero destato scandalo e sicuramente un danno all’immagine per i vip in questione. Dunque il nostro bel furbetto avrebbe intimato a queste persone che non avrebbe reso pubbliche quelle foto in cambio di una consistente somma di denaro.

Il risultato di questa bravata sarebbe costata al paparazzo quasi ben 13 anni e 8 mesi di reclusione!!!

Di recente, il suo avvocato ha posto all’attenzione dei giudici della Sorveglianza di Milano che il povero sfortunato soffrirebbe di stati d’ansia, depressione e attacchi di panico dovuti alla sua reclusione, portati agli eccessi da una personalità “narcisistica” e “borderline“. I giudici di sorveglianza, su richiesta dei legali, hanno accolto la richiesta di una perizia psichiatrica in modo di stabilire se Corona possa continuare a scontare la propria pena ai domiciliari o in una comunità di recupero. Questa, oltre che la speranza che il Presidente della Repubblica possa concedergli la grazia, sembrerebbe l’ultima via percorribile per sottrarre Fabrizio dalla detenzione in carcere. Infatti negli ultimi giorni la Cassazione gli avrebbe negato uno sconto di pena da 13 anni e due mesi a 9 anni di reclusione (che invece era stato concesso dal GIP). Detto sconto gli avrebbe permesso di accedere presto alla detenzione domiciliare. Effettivamente è un vero e proprio scandalo vedere condannata una persona a tanti anni di reclusione per delle foto e qualche minaccia, quando assassini, stupratori e veri delinquenti circolano liberamente tra noi restando impuniti!

Ma siamo sicuri che solo di foto si tratti? Com’è possibile un accanimento giudiziario tanto pressante ai danni di uno che in fondo scattava foto per giornali scandalistici?

Basta fare una piccola ricerca su Wikipedia per capire che Corona ha una fedina penale abbastanza colorita.

  • Il 13 marzo 2007 venne arrestato con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata all’estorsione. Si trattava della celeberrima inchiesta Vallettopoli. Trascorse in prigione 77 giorni, a seguito dei quali gli vennero concessi gli arresti domiciliari. Nel febbraio 2008 gli vennero tolti i domiciliari in attesa del processo. Successivamente per i reati emersi dall’inchiesta:
  1.  Il 21 ottobre del 2011 la Cassazione lo condanna definitamente a un anno e cinque mesi di reclusione (in primo grado era stato condannato a tre anni e otto mesi di reclusione) per i reati di estorsione e tentata estorsione ai danni di alcuni Vip come Lapo Elkann, Francesco Coco e Adriano.
  2. Nel gennaio 2013 venne condannato definitivamente a 5 anni di reclusione per estorsione aggravata e trattamento illecito di dati personali ai danni del calciatore Trezeguet.
  3.  A seguito della condanna del 2013 venne spiccato mandato di arresto. Fabrizio “il duro” si diede alla fuga in Portogallo, successivamente decise di consegnarsi alle forze dell’ordine.

    Oltre alle condanne conseguenti a Vallettopoli, Corona ha riportato le seguenti:

  • Nel 2002 malmenò un agente della Polizia Municipale (aggressione a Pubblico Ufficiale). Per questo nel 2009 venne condannato definitivamente al risarcimento della vittima.
  • Il 3 marzo 2008 venne fermato dalla Polizia Stradale di Orvieto, assieme a dei complici, dopo aver tentato di pagare in un autogrill usando banconote false. Successivamente, durante una perquisizione nella sua casa milanese, vennero rinvenute altre banconote false e una pistola di piccolo calibro.
    Il 5 marzo seguente Corona patteggiò una pena di 1 anno e sei mesi di reclusione per detenzione e spendita di denaro falso,dopo aver scagionato le altre due persone coinvolte. Il 12 ottobre 2009 venne condannato a 4 mesi di carcere e 300 euro di multa (pena convertita in una sanzione di 4.560 euro) per detenzione e spendita di banconote false e detenzione e ricettazione di una pistola.
  • Il 9 dicembre 2008, a seguito di un’istanza di fallimento presentata dalla Mondadori Pubblicità per una fattura di 45.000 euro non pagata, la sua società Corona’s s.r.l. fu dichiarata fallita dal Tribunale di Milano.  Il 10 aprile 2013 la Corte di Cassazione confermò la condanna d’Appello che divenne quindi definitiva pari a 3 anni e 10 mesi di reclusione per il reato di bancarotta fraudolenta, che si sommano alle precedenti condanne definitive.
  • Durante la permanenza in carcere per l’inchiesta Vallettopoli, corrompendo con 4.000 € un agente della Polizia Penitenziaria, tramite il proprio avvocato Corona si fece consegnare una macchina fotografica usa-e-getta, con la quale realizzò un servizio da San Vittore, che riescì a pubblicare su alcune riviste di gossip e gli fece guadagnare circa 20.000 euro. Il 4 giugno 2013 la Corte di Cassazione confermò la condanna d’appello di un 1 anno 2 mesi e cinque giorni di reclusione per il reato di corruzione, che si sommano alle precedenti condanne definitive.
  • In data 8 gennaio 2014 la Suprema Corte di Cassazione in Roma condannò Fabrizio Corona ad un anno di carcere per il reato di evasione fiscale relativa all’anno 2004.

Già state ritornando sui vostri passi vero? Tutto sommato forse Corona ha fatto più che scattare qualche foto compromettente. Ancora sul giovane gravano altri processi che ancora non sono stati definiti.

  • 2 procedimenti per truffa;
  • oltraggio a magistrato e falsa testimonianza
  • detenzione d’arma da fuoco
  • violazione di misure cautelari
  • diffamazione a mezzo stampa.

Corona è stato poi molteplici volte oggetto di sanzioni amministrative a causa di eccessi di velocità, di guida senza casco, senza patente o con il foglio rosa ma senza guidatore accanto.

Alcuni di voi, nonostante questo ancora sosterranno “Ok. Ha combinato diversi guai, ma non ha mai ucciso nessuno. Perché i giudici scontano anni di carcere a persone che hanno ucciso o commesso altre atrocità e con lui mostrano tanta severità?”.

In realtà Corona ha avuto altri processi in cui è stato assolto. E’ stato assolto per i reati di estorsione ai danni dei calciatori Gilardino e Totti; è stato assolto per il reato di diffamazione ai danni della Ventura; è stato assolto in un procedimento relativo al reato di ricettazione; e infine è stato assolto per il reato di evasione fiscale relativo agli anni 2007-2008.

Questo sta a dimostrare come in realtà in vi sia alcun accanimento ai danni di Fabrizio Corona, anzi si tratta di un caso esemplare di buona giustizia. 
Naturale che Corona non si è macchiato di alcun crimine contro l’umanità, ma i reati anche se minori si sommano. O dovremmo applicare anche alle singole condanne i saldi? Commetti 5 reati e ne sconti solo 3!!!

Si parla di un Corona depresso, di un ragazzo che da quando è in carcere ha perso una decina di chili. Cosa c’è di strano in ciò? La pena detentiva significa mancanza di libertà, niente palestra (i chili che ha perso a mio avviso, erano inerenti ai muscoli; visto che quando è stato fotografato durante il tragitto al tribunale per l’ultima udienza che è stata celebrata tutto mi sembrava fuorché in pessimo stato fisico).

L’Italia è stata multata dalle autorità internazionali svariate volte per la violazione dei diritti umani a danno dei detenuti. In Italia non c’è un Corona, ce ne sono a migliaia. Corona è un fighetto che ha sbagliato, ha fatto il furbo e che adesso deve pagare il prezzo della sua “scaltrezza”!

La mamma di Corona piange nei vari salotti televisivi? Migliaia di mamme piangono nelle loro case per gli stessi motivi e restano inascoltate. Molte di loro non possono permettersi i legali di Corona. I loro figli non hanno alcun tipo di follower , i loro figli sono delinquenti che devono pagare! Anche molti di loro non avranno mai alzato un dito su nessuno, eppure anche loro sono in carcere.

Si parla di soggetti che commettono un reato e dopo un anno dalla sentenza definitiva sono “liberi”. Vi siete mai fermati a chiedervi se questi avevano commesso il primo reato? Se è stata applicata la sospensione condizionale della pena? Se hanno già scontato parte della pena tramite le misure cautelari inflitte prima della condanna definitiva?

Non voglio fare un discorso ammantato da snobberia o da un accento di superiorità derivante dai miei studi in giurisprudenza, ma per capire il diritto e le nostre leggi bisogna studiare. Un articolo del codice penale non è un aforisma. Dietro una norma ci sono molteplici collegamenti con istituti differenti, ciascuno con le proprie peculiarità. I giudici applicano le leggi, non possono inventarsi condanne a piacere, specie in un caso come quello di cui parliamo, che trova largo spazio nella pubblica opinione.

Mi lascia perplessa, profondamente perplessa leggere da parte di un giornalista come Travaglio un intero articolo che chiede la grazia per Corona. Del resto Corona era figlio di un suo collega. Quindi voglio interpretarlo come un gesto di solidarietà alla famiglia.
Travaglio conclude l’articolo dicendo che Corona in fin dei conti non ha mai fatto del male a nessuno se non a se stesso. Questa non è una giustificazione! Le leggi vanno rispettate, altrimenti non avrebbero motivo di esistere.
E poi siamo sicuri che il bel Fabrizio abbia fatto del male solo a sè stesso?

Secondo voi come si saranno sentite le vittime dell’estorsione? 
Come si sarà sentito il benzinaio nel momento in cui si è accorto che le banconote erano false?
Avrà fatto piacere al Municipale essere malmenato?
La bancarotta fraudolenta lascia creditori insoddisfatti, come si saranno sentiti quando avranno avuto conoscenza del fatto che avranno perso il loro crediti nei confronti della Corona’s s.r.l.? 

Corona evade le tasse? Poco importa, tanto ci sono tanti altri imbecilli che non arrivano a fine mese a pagarle?

Si tratta di reati minori, ma questi si cumulano. Se io commetto tutta una serie di reati è matematico che prima o poi sconterò tanti anni quanto una persona che ha ucciso una volta. 

La grazia dev’essere un atto “eccezionale” ispirato a una “ratio umanitaria ed equitativa” volta ad “attenuare l’applicazione della legge penale in tutte quelle ipotesi nelle quali essa confligge con il più alto sentimento della giustizia sostanziale”, cioè per “attuare i valori costituzionali… garantendo soprattutto il ‘senso di umanità’ cui devono ispirarsi tutte le pene” e “il profilo di ‘rieducazione’ proprio della pena”.

La grazia deve essere un provvedimento eccezionale e Corona è un delinquente, come ce ne sono tanti ristretti nelle nostre carceri. Io non riesco a vedere profili particolari che possano far scattare l’applicazione di una concessione così simbolica. Corona non ha agito con particolari ideali. Non vi è nulla che fa propendere ad un miglioramento della nostra società e del senso di giustizia collettivo. Anzi, io ritengo che graziando Corona, altri si sentiranno legittimati a fare ciò che lui ha commesso. Piccoli reati, ma pur sempre reati! La pena deve rieducare, certo ma per assolvere a questa funzione deve anche essere certa! Non lamentatevi del fatto che sia ingiusto pagare per tanti piccoli reati. Lamentatevi per le condizioni disumane in cui versano tutti i detenuti!

Detto ciò, se avrete avuto la bontà di leggere fino alla fine, quando parlerete di Fabrizio Corona siate liberi di esprimere o meno la vostra solidarietà nei suoi confronti. Ma prima di dire che la pena è sproporzionata, riflettete e studiate! Non siate superficiali, andate oltre a quello che vi viene propinato dai nostri scadenti mezzi d’informazione!

Bentrovati sul mio Tg Bus

Diciamocelo, ad ognuno piace aver l’opportunità di poter dire la sua e la cosa che più mi piace fare sull’autobus è ascoltare. Immagino che già, come minimo e volendo pensar bene, mi starete dando della curiosa. Ma, se riflettete un attimo, non potrete negare che sull’autobus è possibile incontrare una moltitudine di persone diverse: dallo studente all’anziano che va a farsi una passeggiata in città; dall’estetista al libero professionista; dal cristiano all’ateo; dall’anarchico al moderato. Tutti con storie, modi di pensare, parlare e vestire diversi. A dirla tutta ero tentata di scrivere, come primo articolo, una sorta di vademecum sui “soggetti tipo” che quotidianamente si incontrano su un autobus. Ma mi sembra riduttivo ricondurre la varietà umana che è possibile incontrare su questo particolare mezzo pubblico in una decina di categorie stereotipate.

Quindi direi di cominciare presentandomi e scrivendo perché nasce questo blog.

In questo blog mi presento con lo pseudonimo Dikemaat.
Questo nomignolo che mi sono scelta da’ due indizi su di me. Il primo che adoro la mitologia Greca ed Egizia. Il secondo che sono letteralmente fissata con il diritto e la tematica sociale. Infatti Dike è la divinità greca della giustizia, protettrice dei tribunali ed inflessibile punitrice dei delitti. Mentre Maat è la divinità egizia della giustizia e dell’ordine cosmico che stabilisce il codice del giusto comportamento umano.
In realtà in me c’è poco di saggio o di virtuoso, anzi il più delle volte la gente mi apostrofa come str***a.

Appartengo ad una categoria di ragazzi laureati in giurisprudenza che hanno scelto la via del martirio, tracciata dalla cosiddetta pratica forense. In futuro sono sicura che scriverò parecchio sull’argomento.
Per il momento mi limiterò a dirvi che in moltissimi studi legali, specie nel Sud Italia, è consuetudine non riconoscere al giovane praticante neanche un centesimo. La risposta che vi daranno i “Mastri” sarà la seguente: “All’università pagavi per imparare, qui impari gratis”.
Per chi, come me è pendolare, è abbastanza oneroso dover fare il tragitto dal paesello alla città dove si svolge l’attività giudiziaria. E, visti i tempi, è pure abbastanza oneroso prendersi una stanza nei pressi del Tribunale. Così non mi resta che stringere i denti e fare quotidianamente un percorso di 25 km all’andata e altrettanti al ritorno.

All’inizio è stato molto pesante abituarsi, si tratta di almeno un’ ora di strada, anche se negli orari di punta il tragitto potrebbe durare anche due ore. Per non parlare delle attese alla fermata che sono più o meno variabili. Aspettare a volte è davvero una tortura!
Per questo motivo molte volte mi metto ad ascoltare e scambiare due chiacchiere con la gente che condivide il mio triste destino di pendolare.
Presto ho dovuto ammettere che, una volta superata quella barriera invisibile che divide un passeggero da tutti gli altri, può essere davvero interessante scambiarsi storie, racconti diversi di esperienze di vita, o semplicemente ridere delle molteplici discussioni animate che scoppiano di frequente tra soggetti a dir poco espansivi.

A dirla tutta ogni discussione, ogni storia, ogni persona che incontro mi fornisce elementi su cui riflettere o semplicemente ironizzare. Tematiche che sicuramente non avrei l’opportunità di affrontare in un viaggio solitario in macchina. Mi è capitato molte volte di scrivere su Facebook, ma non è lo strumento ideale per condividere riflessioni che vadano un po’ al di là dell’aforisma. Ecco perché l’idea di cominciare a scrivere su un blog, uno spazio in cui dar sfogo ai miei moti interiori, al mio essere antipatica o “puntigliosa” (questo è il diplomatico aggettivo con cui mi apostrofa l’avvocato dove svolgo la pratica e sostitutivo del più diretto “rompipalle”).

Ho deciso di chiamare questo blog TG Bus, perché ogni mattina, la metà dei passeggeri attivi parla di fatti riguardanti politica, cronaca o gossip. Ormai non ho più bisogno di guardare il  telegiornale, dato che ogni mattina vengo aggiornata su ciò che accade nella nostra Italia. E, cosa più importante, ho a disposizione tra i passeggeri anche tutta una squadra di opinionisti, pronti a dire la loro senza chiedere un cent..

Detto questo non mi resta che cominciare a scrivere, nella speranza di non urtare i sentimenti di nessuno e che questo blog sia uno strumento di arricchimento personale per me e per chi leggerà i miei articoli.